News Generale 4 dicembre 2020

Gianluca Di Marzio a HVChannel Radio: "Quello dell'Hellas è stato un 'mercato' funzionale costruito sull'asse portante del Club Setti-D'Amico-Juric"

Verona - Il giornalista ed esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio è stato ospite di Salotto Gialloblù, approfondimento radiofonico di Hellas Verona Channel. Potete ascoltare la puntata su Spotify, Apple Podcast e Spreaker. Ecco alcune delle sue principali dichiarazioni:

Se c'è stata logica nelle ultime sessioni di mercato gialloblù? Assolutamente sì. Il lavoro di Tony D'Amico è stato straordinario, supportato anche dal Presidente. Il Verona è una società snella, con un Presidente presente, un Direttore a cui viene delegata la gestione dell'area sportiva senza che ci siano intromissioni e un allenatore che, in sede di mercato, può dire la sua su ruoli e caratteristiche dei calciatori. Quello del Verona negli ultimi anni è un mercato di giocatori funzionali, non uno di giocatori presi tanto per essere presi. In questo il Club gialloblù è stato sicuramente un esempio.

Sulla vittoria di Bergamo e la prossima sfida contro il Cagliari? Solo Juric poteva battere Gasperini, perché ne conosce benissimo i pregi ma anche i difetti. Il Verona ha approfittato del fatto che quest'anno l'Atalanta, giocando tante partite ravvicinate, sta avendo qualche difficoltà nel mantenere costantemente alto il livello di intensità. Col Cagliari sarà una gara complicata, perché quella rossoblù è una squadra propositiva, offensiva. Penso sarà una bellissima partita, che potrà offrire tanti spunti.

Una trattativa del Verona a cui sono affezionato? Quella di Elkjaer e Galderisi, che si ritrovarono tutti e due a casa di Dino Viola, ai tempi Presidente della Roma, senza sapere che avrebbero avuto appuntamento lo stesso giorno. La cosa bella è che tutti e due rifiutarono. Ecco, il bello di quel Verona non è solo l'aver vinto lo scudetto, ma poi anche la riconoscenza che i calciatori hanno avuto nei confronti della Società, non volendola abbandonare. Quello è un altro aspetto che oggi si vede poco. Se un giocatore riceve un'offerta da una grande squadra, ora è difficile che dica no. All'epoca, invece, si poteva anche rifiutare, e lo si poteva fare insieme, come hanno fatto Elkjaer e Galderisi".