Player focus: Andrea Danzi

14/Aprile/2020 - 11:00



Verona - Un Hellas fatto (anche) in casa. Fra i veronesi in forza alla squadra di mister Juric, non c’è solo Marash Kumbulla, ma anche Andrea Danzi, che nelle ultime due stagioni ha potuto mettere in mostra alcune delle sue qualità, nei primi emozionanti esordi con la maglia gialloblù. Andrea ha trascorso tantissimi anni al Verona prima di arrivare a coronare il sogno di vestire la maglia della Prima Squadra, segnatamente il 18 aprile di due anni fa. Nel corso di questa stagione Danzino è sceso in campo una sola volta, più precisamente nel vittorioso match a Parma del girone d’andata.

 

#25 ANDREA DANZI
Data di nascita: 25 febbraio 1999
Luogo: San Martino Buon Albergo, Verona
Altezza: 1,75 m
Nazionalità: italiana
Ruolo: centrocampista centrale
Piede preferito: destro
Caratteristiche: vivacità e dinamismo
Presenze in Serie A: 6
Presenze Hellas Verona: 19

 

«Voglio elogiare Andrea Danzi, un ragazzo di Verona cresciuto nell’Hellas, che lunedì ha segnato il suo primo gol in carriera. È un esempio per i tanti giovani del nostro vivaio»
Cit. Presidente Maurizio Setti nel 2018

 

VERSO IL SOGNO
Arrivato all'Hellas ancora bambino, coi colori gialloblù è cresciuto sino a diventare grande, realizzando il sogno di poter giocare - un giorno - per la squadra della propria nursery. Una passione nata anche grazie alla fede della sua famiglia e culminata sui campi da calcio. Mirabile l’escalation: dalla categoria Esordienti sino alla Serie A. È passato moltissimo tempo da quando Andrea aveva iniziato a giocare con la Speme, ma ricorda tutto, dal suo ruolo di attaccante al suo primo allenatore gialloblù. "Una zona di Verona alla quale sono particolarmente legato è proprio quella del Bentegodi, perché quando sono arrivato in Primavera ci allenavamo all'Antistadio, da dove si poteva e si può ancora ammirare la facciata esterna dello stadio. Sognavo di giocare lì, un giorno. E quel sogno si è avverato…", ha ricordato in un'intervista dell'anno scorso. Gli anni con l'Under 17 e con la Primavera lo proiettano in Prima Squadra. Più di tre gli anni in forza alla Primavera, con la quale totalizza 68 presenze.

ESORDI
Hellas Verona-Sassuolo, 33a giornata della Serie A 2017/18: in mezzo al campo, nel ruolo di mediano, a sorpresa gioca il capitano della Primavera, Andrea Danzi. Una grande emozione non solamente per lui: ogni tifoso dell'Hellas e ogni veronese prova un brivido d’orgoglio ogni volta che un 'bocia' va in campo a difendere quella maglia. E’ stato così anche per il giovane di San Martino Buon Albergo, che chiuderà quella stagione con ben 5 presenze in Serie A e il 'problema' di dover spiegare, ai compagni di classe, quali emozioni si provano ad esempio al 'Meazza' contro il Milan, al 'Ferraris' contro il Genoa, allo Stadium contro la Juventus o al 'Bentegodi', dove oltre che il Sassuolo Andrea affronta anche l'Udinese.  In questa stagione, tornato in A con il Verona dopo aver dato il proprio contributo importante anche in semifinale playoff contro il Pescara, Danzi ha aggiunto una presenza nella massima serie, arrivando a 6 partite complessive in Serie A nella sua ancora giovanissima carriera.

IL PRIMO GOL
Il 17 dicembre 2018 l'Hellas Verona affronta il Pescara al 'Bentegodi' per la 16a giornata della Serie B 2018/19. Il 14esimo minuto di quella gara diventerà, per Andrea Danzi, un momento indimenticabile. Seung-woo Lee serve centralmente Samuel Di Carmine, il quale cerca e trova – sulla trequarti – proprio il centrocampista veronese, che si sposta il pallone sul mancino e avanza sino al limite dell'area di rigore, dove - accortosi che nessuno lo contrasta - lascia partire un diagonale rasoterra che si stampa sul palo opposto ed entra in rete. È il vantaggio dell'Hellas, con Danzi che viene travolto dai compagni, primo su tutti Mattia Zaccagni. "Il primo gol me lo ero immaginato tante volte, ma in quel momento, quando la palla è entrata, non riuscivo a crederci. Poi mi sono reso conto che era tutto reale: è stata una gioia immensa. Delle foto che ritraggono quel momento ho a cuore quella dove siamo tutti abbracciati e, sullo sfondo, c'è la Curva del Verona".

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