Juric: «Rammarico per una sconfitta che brucia, avremmo dovuto chiuderla: l'importante è riprendersi subito» / VIDEO

08/Marzo/2020 - 18:05



Genova - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Sampdoria-Hellas Verona, recupero della 26a giornata della Serie A TIM 2019/20.

 

 

«Quanti rimpianti lascia questa partita? Ne lascia tanti, perché penso che la sconfitta sia colpa nostra: siamo andati in vantaggio dominando la gara e nel secondo tempo abbiamo avuto sei o sette situazioni di contropiede chiare e da concretizzare. Anche il gol subìto è stato regalato e infine il rigore, che a volte lo danno e a volte no. Stiamo commentando una sconfitta che brucia, perché la squadra ha fatto bene, ma avrebbe dovuto fare meglio nelle palle-gol create. Se ha influito il lungo stop? Non credo, solamente è stata una partita diversa, in cui loro ci schiacciavano e ci mettevano pressione con delle palle lunghe, ma noi non abbiamo sofferto e anzi uscivamo molto bene. Se vinci 1-0 in casa degli avversari è normale che loro spingano un po' di più e ti lascino spazio per castigarli: noi non lo abbiamo fatto. Se le assenze hanno pesato? Io sono soddisfatto della prestazione di personalità anche di giocatori come, per esempio, Adjapong, che non aveva quasi mai giocato e oggi ha fatto una partita molto composta. Le risposte le ho avute, anche se poi è normale che, quando si hanno assenze, si hanno anche meno scelte nei cambi. Rimane il rimpianto, perché la sensazione era quella di una partita che avevamo in mano, in cui abbiamo avuto tanti spazi da sfruttare meglio, poi il pari, che sarebbe stato già beffardo come risultato, e infine il rigore. L'importante è riprendersi subito, ci sarà da battagliare ancora tanto. Lo stadio a porte chiuse e le ultime vicende hanno influito? Noi ci adattiamo alle decisioni, ma non ci devono essere incoerenze. La situazione di incertezza nel prepartita di Parma-SPAL non ci ha fatto capire se è più importante la salute o altro. Il fatto che i calciatori non si possano salutare all'inizio della partita, quando durante la gara invece si abbracciano, si marcano eccetera, non ha senso. Questa è la mia idea, anche se non credo che questo abbia pesato sui ragazzi, perché li ho visti iniziare bene e fare una partita seria, come sempre».

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