Gunter: «Forza fisica e duelli per il Verona. Serie A difficile, ma con i tifosi possiamo farcela» / VIDEO

02/Agosto/2019 - 18:00



 

Verona - Le principali dichiarazioni del difensore gialloblù Koray Gunter, rilasciate durante il Media Event dedicato alla sua presentazione.

«Qui a Verona ormai da un mese: livello fisico? Durante la prima settimana abbiamo lavorato con grandissima intensità, abbiamo alzato livello e velocità ogni giorno. Sono rimasto fuori, ma adesso sto bene e mancano solamente due o tre giorni per rientrare in gruppo. È stato un periodo difficile, perché sono qui per giocare e voglio farlo, ma sono stato vicino al campo e alla squadra. Qualche minuto con la SPAL? Normalmente direi di sì, ma la cosa più importante in questo momento per me è la corsa, perché gli altri hanno fatto due settimane in più di me e io devo caricare le gambe e recuperare il lavoro. Molti ex genoani a Verona? Tutti sono giocatori forti e abbiamo lavorato insieme al mister al Genoa, qui vedo che l'idea di calcio di Juric è piaciuta a tutti, abbiamo affrontato le amichevoli con carattere e voglia di vincere perché l'allenatore è così e, indipendentemente da chi gioca o dall'avversario, abbiamo fatto cose fatte bene e imparato ciò che ci viene chiesto. Adesso siamo in quattro o cinque ex giocatori del Genoa, questo mi facilita ma tutto il gruppo si trova alla grande ed è importantissimo per affrontare un campionato difficile e duro come la Serie A. Aspettative di squadra? Sarà durissima perché tutte le avversarie sono forti e ognuno può vincere qualsiasi partita. Noi dobbiamo dare il massimo sempre, attraverso lo spirito di gruppo, l'intensità, la voglia e la fame: io sono convinto che possiamo raggiungere la salvezza perché siamo forti. Tutti quelli che arrivano ad aiutare la squadra hanno le stesse intenzioni. Parlando con il mister abbiamo capito che può essere un anno importante per noi e ci fidiamo di lui. Che giocatore è Gunter? Sono un calciatore fisicamente forte, a cui piace giocare con la palla. Quando difendo lo faccio con forza nei duelli, ma ho anche tecnica, sono sempre stato così e voglio continuare a crescere. Dove nella difesa a tre? Con questo mister ho giocato in ognuna delle tre posizioni, ma lui qui vorrebbe che io partissi da destra: io preferisco o in mezzo oppure lì, in modo da giocare con il piede forte. Certo però che è indifferente, sono a disposizione per ogni cosa. L'idea è quella di prendersi lo spazio che c'è per attaccare il centrocampo quando si imposta. La tifoseria? Questa è una grande tifoseria e noi abbiamo bisogno di loro, possono cambiare il risultato in ogni momento e renderci più forti. Il calcio ha bisogno dei sostenitori, specie quando affronti un campionato così complicato e noi giocheremo anche per loro. Verona è una piazza che merita di stare stabilmente in Serie A. Klopp e Mancini? Al Borussia con Klopp ho fatto i primi due anni tra i professionisti, sono cresciuto a Dortmund e già allora si vedeva la sua fame, era capace di lavorare con grande intelligenza a contatto con tutti, dai tifosi alla società, poi dopo l'anno scorso è probabilmente il migliore allenatore e il più importante. Con lui si lavorava a ritmi incredibili, un mister importantissimo come lo è stato anche Mancini: lui mi ha voluto al Galatasaray, mi è piaciuto lavorare con lui perché è un mister importantissimo nel mondo e ha fatto grandi cose con Manchester City e Inter. Il periodo con lui è stato corto perché dopo sei mesi è andato via, ma mi ha dato tanta esperienza».

I contenuti sono liberamente riproducibili, salvo l’obbligo di citare la fonte hellasverona.it