Aglietti: «Zero calcoli ed entusiasmo, con la spinta della nostra gente fino all’obiettivo» / VIDEO

29/Maggio/2019 - 15:30



 

Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate alla vigilia di Cittadella-Hellas Verona, Finale di andata della Serie BKT 2018/19.

«Le sensazioni? Siamo alla vigilia di questa finale, che ci siamo conquistati meritatamente per quello che la squadra ha dimostrato nei Playoff grazie a tre prestazioni una migliore dell'altra. Ora arriva il difficile: le pressioni aumentano e l'obiettivo si avvicina. Abbiamo due partite contro una squadra forte che ha fatto due imprese, prima a La Spezia e poi a Benevento. Non conteranno il blasone, il vantaggio della classifica e del ritorno in casa. Dobbiamo dimostrare sul campo di meritare la Serie A. Quella sconfitta? Tutti abbiamo bene in mente cosa successe a Cittadella. Avevamo la testa pesante mentre per loro era la partita della vita: furono superiori in tutto, ma detto questo noi ora ci presentiamo in modo diverso e con un diverso modo di giocare, anche se la difficoltà dell'incontro resta. Siamo migliorati ma questo non semplifica le cose, è un'occasione importante ma per loro lo è ancora di più, la finale dei Playoff rappresenta il loro apice storico e noi dobbiamo ricordarcelo bene. Sappiamo cosa dobbiamo fare e che questa partita da 180' sarà ancora più complicata di quella con il Pescara, ma arrivati a questo punto l'obiettivo è quello di batterli senza fare calcoli, affrontando le sfide una alla volta e cercando di ottenere il massimo in entrambe. Guai a pensare al ritorno, concentriamoci solo sull'andata. Cambio di orario al ritorno? Noi pensiamo al campo e al calcio giocato, tutto il resto non ci riguarda nel senso che giochiamo quando ci viene detto di giocare e facendolo nel miglior modo possibile. Come siamo cambiati dall'ultima volta al Tombolato? Siamo cambiati, abbiamo ripreso quella fiducia un po' smarrita ma che comunque era nei valori di questi ragazzi, e ne servirà molta per affrontare entrambe le partite. Per tutte e due le società è una doppia finale importante, l'unica cosa certa è che noi torniamo al Tombolato meglio di come ci siamo andati quasi un mese fa. Non avrei accettato l'incarico se non avessi creduto in questa squadra, lo abbiamo fatto con un pizzico di presunzione, con il lavoro di tutto lo staff e con poco tempo a disposizione. Prima di Cittadella riuscii a fare un mezzo allenamento, ma era giusto che nessuno si tirasse indietro a fronte delle nostre responsabilità, questa squadra però ha valori importante e arrivare ai Playoff era determinante. Come speravo, una volta raggiunto quel primo obiettivo, la testa si è un po' liberata. Entusiasmo ritrovato? Io e la squadra ringraziamo i tifosi per il calore che stiamo sentendo in questo momento, è una molla che ci spingerà a dare tutto e tutti insieme. Nel calcio anche solo un episodio può essere determinante, ma per come vedo la squadra abbiamo la testa, il cuore, le gambe e la qualità per raggiungere l'obiettivo, non guasterebbe un pizzico di fortuna. Ciò sto avendo in questo momento dalla tifoseria di Verona è qualcosa di eccezionale che conoscevo già da calciatore. Per me esiste una sorta di attaccamento particolare a questi colori e, come ho detto già tempo fa, sarei venuto anche per meno di due partite: ora abbiamo allungato questa avventura al massimo delle gare disponibili, cerchiamo di ottenere anche il massimo del risultato. Zaccagni? Sta recuperando meglio del previsto, potrebbe anche essere disponibile da domani ma dobbiamo capire se sia il caso di rischiarlo e per quanti minuti. Valuteremo con lo staff e con il ragazzo, perché potrebbe essere più utile averlo, seppur ancora non al 100%, per il ritorno. Nel frattempo abbiamo recuperato Di Gaudio, un giocatore importante che ci è mancato perché ha l'esperienza giusta per contribuire nonostante non sia al massimo. Stiamo bene, abbiamo visto quanto hanno dato anche i giocatori che sono entrati a partita in corso durante queste ultime gare. Di Carmine simbolo di una rinascita del gruppo? È stato bravo ad ascoltare le mie parole, se invece un giocatore si chiude e non vuole sentirci si fa fatica. Lui si è aperto e in poco tempo ha ribaltato questa situazione, ma i complimenti vanno a tutta la squadra. L'Io diventa importante se tutti danno una mano anche al singolo, ovunque, anche nei reparti, basti pensare a quanto bene stia facendo la difesa: tutti stanno lavorando bene e parlare solo di uno o dell'altro sarebbe riduttivo. Anche il Pazzo sta dimostrando il suo peso, per essersi messo a completa disposizione della squadra e dello staff, sia nel trascinare il gruppo che nell'intimorire gli avversari».

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