Toni: «E' il momento di smettere» / VIDEO

04/Maggio/2016 - 11:00



Verona - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista a Luca Toni. Le dichiarazioni dell'attaccante gialloblù, rilasciate in conferenza stampa.

L'ANNUNCIO
«Dopo molte riflessioni  e tanti anni di calcio ho pensato che domenica contro la Juventus sarà la mia ultima partita da giocatore professionista al Bentegodi. E’ qualche settimana che ci penso, ed è stata una decisione difficile e sofferta. Sono un po' emozionato, questa è la mia ultima conferenza da calciatore, è giusto smettere perché con la testa sono arrivato alla fine per quanto riguarda il calcio giocato. Sono state settimane difficili per me, lasciare il calcio non è facile, ma è giusto così, a livello di testa sono arrivato alla fine. Mi fa piacere raggiungere questo traguardo con il Verona, veniamo da una situazione strana e un’annata brutta, ma sono stati tre anni fantastici. Verona mi ha fatto sentire nuovamente un calciatore importante, sarà bello giocare l’ultima partita al Bentegodi, sicuramente sarà un misto di gioia e tristezza».

IL MIO FUTURO
«Sono stati tre anni fantastici, ma sono state dette anche cose non belle nei miei confronti. Sono venuto qui come calciatore del Verona, non mi sono mai permesso di dire chi prendere. Toni ha fatto solo il calciatore fino alla fine e penso di averlo fatto bene. Il giorno del battesimo di mio figlio abbiamo fatto una sorpresa al mister mandando una foto che ritraeva me e Pazzini, il quale era già stato un calciatore di Mandorlini, ma c’erano anche altri calciatori presenti. Detto questo, non c'è nessun contratto con il Presidente. Faremo una chiacchierata a fine campionato e se ci sono le idee giuste continueremo. Questa piazza mi piace, può crescere tanto. Se le idee andranno di pari passo con la Società sarò felice di andare avanti. Sinceramente non so ancora cosa farò, ero preso da questa decisione e non ho ancora pensato a cosa farò. Se mi sarei fermato prima, col senno di poi? Ho iniziato a giocare da piccolo, penso che il calcio sia la mia passione, il mio amore e ho avuto la fortuna di esercitare questa professione. Quando le cose vanno molto bene è difficile lasciare, si smette quando succede qualcosa di brutto. Quest’anno, complice l’infortunio e tante altre situazioni, è stato l’anno peggiore, impossibile lasciare quando vinci la classifica marcatori a 38 anni. Il mio gol più bello in gialloblù? Sono stati tanti, ho vissuto un'altra giovinezza e sono tornato su livelli importanti. Se preferirei un ruolo da dirigente o allenatore? Vedo colleghi in panchina che invecchiano 5 anni alla volta, non fa per me (ride, ndr). Sarà tutto nuovo, dovrò confrontarmi con una realtà lavorativa diversa e lo farò con umiltà. Cosa mi piacerebbe fare? Sinceramente non so cosa fare di preciso, penso che a livelli alti ci sia poca gente di calcio. Certo, ci vuole gente brava coi conti e con la politica, ma le decisioni devono passare anche da chi ha giocato a calcio, che magari conosce meglio le esigenze dei calciatori. Alla base servono valori che possiede chi ha giocato a alti livelli. Come nel caso del Bayern, che è gestito da Rumenigge, uno che di calcio ne capisce».

SE MI GUARDO INDIETRO...
«Se ho rammarico per la mancata convocazione in Brasile? Non penso a quello. Certo, mi sarebbe piaciuto togliermi qualche altra soddisfazione, come conquistare lo Scudetto con la Roma, ma si vede che doveva andare così, ho vissuto tante altre avventure. Ho scritto la storia di una Società importante come il Verona e ho vissuto la gioia di vincere qui la classifica mancatori a 38 anni, una dei traguardi più belli della mia carriera. Se mi guardo indietro vedo un percorso bellissimo».

IL POST CARPI
«La mia dichiarazione post Carpi? Ho sempre messo la faccia nei momenti belli e anche in quelli brutti. In quel post partita in molti ci hanno ricamato sopra, ho cercato di spronare la squadra, dato che ormai avevamo una possibilità su cento di salvarci. Quest’anno abbiamo affrontato più finali noi che il Barcellona in una vita intera, non mi andava di dire una cosa che non pensavo, sono sempre stato sincero. Così ho cercato di spronare la squadra. Anche il mister disse che oramai eravamo in B, così da capitano ho cercato di tirare fuori l’orgoglio dai miei compagni».

TOTTI E DI NATALE
«Un calcio senza Toni, Totti e Di Natale? La mia decisione è già stata difficile di per sé, figurarsi le loro. Penso che quando ce ne andremo noi tre sarà una perdita per il calcio italiano, se ne andranno quasi mille gol. Posso dire che mi mancherà molto la Serie A, come mi mancherà la Bundesliga».

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