ROMA - HELLAS VERONA 3-2: NON BASTA UN MUTU STREPITOSO, LA BEFFA PER I GIALLOBLU' ARRIVA AL 90�

14/Gennaio/2002 - 14:42



Alberto Malesani ha una gran bella squadra, Fabio Capello ha uno spogliatoio di grandi campioni. Il risultato dell'Olimpico si può spiegare anche e soprattutto così. L'allenatore gialloblù ha dimostrato di aver saputo trasmettere ai suoi ragazzi un'organizzazione di gioco da grande squadra, pur non avendo la straordinaria qualità dei singoli a disposizione del tecnico giallorosso. Per la statistica prima vittoria di Capello su Malesani, dopo cinque sconfitte e tre pareggi.

Malesani può disporre della migliore formazione, Capello (in tribuna per squalifica) ritrova, seppur in panchina, Batistuta, e parte con il tandem Delvecchio-Totti, sostituendo l'infortunato Candela con Panucci. Per Natale Gonnella e Vincenzo Italiano è la presenza numero 100 con la maglia scaligera.

La classifica non mente, e pronti via la Roma si getta all'assalto dell'area scaligera.
I primi minuti sono caratterizzati da un paio di salvataggi di Ferron su Lima e Panucci. Oddo e Seric hanno un gran da fare sulle fasce laterali per contenere, rispettivamente, Panucci e Cafù.
Col passare dei minuti l'Hellas prende l'iniziativa col suo caratteristico possesso palla e mette in condizioni la Roma di dover scavalcare il centrocampo con lanci lunghi, puntualmente annullati dalla difesa veronese grazie all'arma del fuorigioco (ben otto volte nella prima frazione di gara).
Camoranesi e Mutu, grazie anche alle sponde di Frick, diventano due autentiche spine nel fianco per la retroguardia giallorossa, in particolare per Zebina, autore di numerosi svarioni difensivi. Sfruttando uno di questi, al minuto 44, Adrian Mutu fugge in contropiede e trafigge Antonioli siglando l'1-0 per l'Hellas.

La ripresa, segnata dall'ingresso di Batistuta al posto del controproducente Zebina, non inizia nel migliore dei modi per gli uomini di Capello. Dopo 8 minuti ancora Mutu, servito da Camoranesi, supera in dribbling Antonioli e fa 2-0. Ma la gioia dei 300 sostenitori gialloblù giunti all'Olimpico dura ben poco. Passano pochi secondi e Assunçao, nell'unico varco concessogli da Leo Colucci, lascia partire un tiro da fuori area non irresistibile, che si insacca però alle spalle di Ferron.

E' la svolta della gara. La Roma riprende coraggio e, con l'inserimento di Cassano al posto di un inconcludente Delvecchio, cerca con insistenza la via del pareggio. E la trova al 19' quando proprio il nuovo entrato spedisce alle spalle del portiere gialloblù una girata al volo di destro.
Il 2-2 sta stretto agli uomini di Malesani, per quanto visto in campo, ma è comunque un risultato positivo in casa della prima in classifica. Purtroppo al 90' mancano ancora 25 interminabili minuti, entrambe le squadre sfiorano il terzo gol, da una parte Batistuta, dall'altra Camoranesi prima e Mutu poi.
La gara sembra avviarsi al termine sul risultato di parità, ma proprio al 45' della ripresa, da una punizione sulla destra nasce l'azione che porta Batistuta al gol del 3-2.
E' l'ennesima beffa ai danni dell'Hellas. Dopo aver giocato per oltre un'ora alla pari, se non addirittura meglio dei campioni d'Italia, subiamo una rimonta quasi inimmaginabile.

Consoliamoci con il fatto che stiamo esprimendo un grande calcio, sia in casa che fuori, giocando partita per partita, senza timori reverenziali.
Altro dato significativo è che su 11 gol subìti fino ad ora dalla Roma (miglior difesa della Serie A), ben 3 sono ad opera dell'Hellas Verona.
 

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