HELLAS VERONA - LAZIO 3 - 1: LEO COLUCCI, CAMORANESI E MUTU STENDONO LA LAZIO

17/Dicembre/2001 - 11:55



Il trittico di partite "terribili" (Lazio in casa, Inter e Milan a San Siro) si apre con una sonante vittoria sulla squadra biancoceleste reduce da cinque vittorie consecutive in campionato.
Questo dato è ancor più significativo, proprio in condiderazione delle prossime due gare al "Meazza", che si annunciano difficili, ma, a questo punto non proibitive.

La partita è preceduta dal minuto di raccoglimento per ricordare la memoria dell'avvocato Prisco, scomparso in settimana.

Si inizia a giocare in un ambiente quasi surreale, vuoi per lo sciopero del tifo attuato dalla Curva Sud nel primo tempo (per protesta contro le diffide comminate ad alcuni tifosi), vuoi perchè su parte del terreno del "Bentegodi" si potrebbe fare pattinaggio su ghiaccio.

Ad ogni modo, l'Hellas parte un po' contratto, forse per diffidenza proprio nei confronti del terreno che non permetteva di giocare al calcio con grande tranquillità.
Dopo soli 4 minuti si rischia grosso su contropiede di Simone Inzaghi che manda alto a porta vuota. Ma l'Hellas si sveglia e comincia a macinare gioco e azioni pericolose.
Al 22' Camoranesi pesca in area capitan Colucci che stoppa la palla e di sinitro trafigge Marchegiani. E' 1-0, Verona in vantaggio.
Dieci minuti dopo Zaccheroni è costretto a cambiare Favalli, infortunato, con Cesar.
A cinque minuti dal riposo Frick guadagna un rigore, dopo essere stato atterrato da Marchegiani in uscita. Oddo tira angolato, il portiere laziale ci arriva, ma più lesto di tutti è Camoranesi che insacca il raddoppio. L'Hellas va negli spogliatoi sul 2-0.

Nella fase iniziale della ripresa la Lazio mostra un po' più di iniziativa, che porta Crespo ad accorciare le distanze all'11'.
Poco dopo Mutu scende sulla sinistra, mette in mezzo un pallone che Camoranesi calcia da terra. La palla finisce al di là della linea di almeno mezzo metro. E' gol, o perlomeno lo sarebbe se il guardalinee Ivaldi non lo negasse per una svista, peraltro già avvenuta sette giorni orsono in quel di Bergamo. Come se non bastasse, le proteste fruttano pure un giallo per il folletto argentino gialloblù.
L'Hellas sa perfettamente, visti i precedenti, che recriminare non serve a nulla e che le vittorie si conquistano sul campo, per cui si rimbocca le maniche e riparte all'assalto della porta biancoceleste.
Gli sforzi vengono premiati al quando Camoranesi, con un numero alla Maradona, lancia Frick che serve a Mutu l'assist per un gol impossibile da sbagliare. Il 3-1 rende giustizia ai ragazzi di Malesani, la partita viene chiusa virtualmente dall'espulsione di Simone Inzaghi, reo di un fallo da dietro su Mutu, che lasciando la sua squadra in dieci annulla le residue speranze di agguantare un insperato pareggio.
L'ultimo brivido è al 45' quando Ferron para da campione un colpo di testa di Crespo, mandando in angolo.

Un'altra vittoria meritata ci dà la convinzione di avere un grande gruppo, capace di imprese come quella di domenica, che può giocarsi la sua partita su tutti i campi, contro qualsiasi avversario.
L'auspicio è di ben figurare nella doppia trasferta a Milano, magari portando a casa qualche prezioso punto per conquistare, al più presto, una salvezza che, fino ad oggi, l'Hellas si sta guadagnando col bel gioco e i risultati.

I contenuti sono liberamente riproducibili, salvo l’obbligo di citare la fonte hellasverona.it